Il trattamento linfonodale nel carcinoma della vulva

DEADLINE 06 LUGLIO 2026

La radioterapia nel carcinoma della vulva rappresenta un ambito complesso e in continua evoluzione, inserito in un contesto clinico caratterizzato da bassa incidenza ma elevata eterogeneità gestionale.
L’indicazione e le modalità di impiego della radioterapia post chirurgia richiedono un delicato bilanciamento tra beneficio oncologico e tossicità, soprattutto in una popolazione spesso anziana e fragile.
A ciò si aggiunge la scarsità di evidenze prospettiche robuste, che limita la definizione di standard terapeutici univoci e favorisce un’elevata variabilità nella pratica clinica.
Le linee guida ESGO 2023 hanno cercato di standardizzare l’approccio terapeutico, introducendo raccomandazioni aggiornate sull’impiego della radioterapia adiuvante.
Tuttavia, molte indicazioni restano formulate in termini permissivi, lasciando ampio spazio all’interpretazione clinica e contribuendo alla presenza di aree di incertezza, in particolare per quanto riguarda il trattamento linfonodale chirurgico e/o radioterapico, e l’utilizzo della radioterapia e della chemioterapia adiuvante post chirurgia a livello linfonodale

In questo contesto, la seguente Survey va ad analizzare la reale applicazione delle linee guida nella pratica clinica, che diventa cruciale per comprendere i protocolli utilizzati dai centri MITO e proporre successivamente una valutazione retrospettiva dal 2010 ad oggi.

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